sabato 6 dicembre 2008

Cocci di cavolo

Non me ne voglite cari miei milioni di lettori ma sto attraversando una fase di magra su tutti i versanti, la voglia di fare sta scemando, ma con un piglio ironico mi appresto a ricostruire i cocci di queste giornate passate, furibonde..
Nel qual si voglia ingrassare di grandi paroloni, oggi voglio trattare un argomento d'intralcio: la pigrizia.
Pigro è colui che giace su i propri allori, che ha rimpianti a bizzeffe e vive di desideri irrealizzabili. Con ciò la confusione regna sovrana, con scossoni ineludibili di voglia di fare, ma si è come un punto fermo.
"Dove sono andati i tempi di una volta per Giunone?" Non oso più strafare. Questa parte dell'insofferente mi riesce bene e non riesco a vedere oltre, anzi vedo tante cose che mi fanno gola MA, ehm! Boh...
E allora che scrivo a fare? Immaginatemi con un ghigno in viso e che parlando come un ventriloquo con voce fioca esclamo: per attrirarla a me! Visto che non mi muovo di qui, vorrei che essa venga fin qui, correndo anche, si spera..
Allora, è come il detto "Se Maometto non va alla montagna e la montagna che va da Maometto!"
Non mi riferisco a cose già note e stra discusse, qui si tratta di una cosa nuovA e bella.
Ancora, nel bel mezzo della mia giacenza, lascio scorrere la fiumana e Aspetto che un dì ti possa prendere tra le braccia.

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