lunedì 19 settembre 2011

È TUTTA COLPA DI YOUTUBE!

youtube blocco dei video  cyberlockerCome e quando Youtube ha acquisito tutto questo potere non si sa, come quando gli 883 cantavano "Hanno ucciso l'uomo ragno/chi sia stato non si sa/forse quelli della mala/forse la pubblicità/Hanno ucciso l'uomo ragno/non si sa neanche il perché/avrà fatto qualche sgarro/a qualche industria di caffè".
Eravamo troppo impegnati a condividere video su Facebook, che non ci siamo resi conto che nel frattempo, nel web, stava iniziando una vera e propria "guerra di potere" tra i media e l'indutria discografica.
Per "noi" oggi Youtube è uno dei maggiori veicoli dove ascoltare musica, dopo l'era televisiva di Mtv, Youtube ha preso il suo posto, con una gigantesca differenza, cioè che sono (anche e soprattutto) gli utenti a pubblicare il materiale audio/video da visualizzare. Quindi si è subito innescata una guerra tra Youtube, case discografiche ed anche le reti televisive.
Purtroppo, per noi oltre passare il tempo su Facebook ci siamo concentrati troppo nel seguire altre vicende "scomode" all'industria discografica, che ci siamo resi conto troppo tardi che la colpa del declino discografico ce l'aveva principalmente Youtube. Perchè?
Da premttere che mi riferisco al nostro paese, che stando a quanto riportato su diversi siti d'informazione pare essere una delle nazioni pirata al mondo a scaricare illegalmente, detto questo è stato naturale quindi per un pirata caricare su YouTube la musica scaricata illegalmente. Stranamente questa musica "illegale" per i siti di peer-to-peer (esempio su tutti The Pirate Bay), era illegale sul serio, tanto da riuscire in breve tempo a far chiudere il portale in moltissime nazioni. Ma su Youtube questa musica "illegale" c'è ancora. Come mai? Mi viene spontaneo chidermi, ma se è così "illegale" è illegale per tutti portali e non solo per alcuni?
Invece c'è una grande differenza, primo su tutti il fatto che a gestire questa musica illegale per Youtube sono i loro server (che per ospitare tutti quei video inquinano moltissimo, essendo alimentati a carbone, come Google d'altronde), quindi essendo in possesso di Youtube questa musica può essere rimossa con maggiore facilità. Mentre per i siti peer-to-peer il discorso non è lo stesso perché la musica è condivisa diversamente, questa musica "illegale" risiede nei computer dei pirati, che creano una rete di condivisione (inquinando lo stesso, mai come Youtube).
Quindi cos'è successo nel frattempo che noi eravamo imbambolati su Facebook? Questi siti di peer-to-peer hanno registrato un grande declino - in contemporanea al declino discografico - che finalmente ci fa capire che la causa del declino discografico non è di certo per colpa dei siti Torrent - (file sharing) - P2P.

Su questa storia ci si potrebbe scrivere un libro, qualcuno lo farà di sicuro! Ma continuiamo a capirci qualcosa: Sull'incrimintato Youtube a differenza di siti peer-to-peer sono presenti video non solo di musica "illegale" ma un esmepio su tutti le semplici cover domestiche di pezzi coperti da Copyright. Come la mettiamo? Perché a questo nessuno dice niente? Perché al colosso Youtube la nostra SIAE non dice nulla? Forse perché in questo paese la SIAE è capace di accanirsi soltando su i poveri cristi!?
Il 30 agosto 2011 è uscito un importante articolo di TorrentFreak, che ha stilato una top ten dei siti di download legale ed illegale che circolano oggi nel web. Emerge come prima cosa che i pirati oggi preferisco scaricare da siti "cyberlocker", cioè i siti di File Hosting gratuiti, stiamo parlando di Mediafire, Megauploud, Rapidshare, Hotlife, Filsonic, Filereserve e 4shared.
Cosa significa tutto questo, certamente che una volta aboliti i softwere come Emule, Azureus, Vuze e così via, tutto lo scambio "illegale" e legale avviene sui browser, uno su tutti Google.
Quindi se facciamo il complesso calcolo: 1+1=2 ± Google + Youtube = Illegalità.
Eppure questo sono in pochi a dirlo, perché Google e Youtube stanno offrendo un grande servizio alla collettività, girano una marea di soldi, anzi tra questi colossi e le case discografiche hanno cominciato ad esserci dei grandi accordi, ad esempio VEVO. Come sta avvenendo anche con i siti di streaming come Spotyfi, SoundCloud e Bancamp. Discorso a parte invece per iTunes e Amazon.

C'è da sottolineare il fatto che le case discografiche in tutto questo tempo non sono riuscite a rinnovarsi, ma solamente a fare causa a destra e sinistra, solo in questi ultimi due anni, con la comparsa dei Social Network si sono rese conto che l'unico modo per sopravvire era stipulare degli accordi con il colosso statunitense di Google Inc.

I problemi non finiscono qui. Ci sono delle problematiche in tanti ambiti, l'aspetto che mi preme approfondire brevemente è quello legato alla qualità della musica. Si è sempre detto che l'Mp3 ha una qualità bassa rispetto ad altri formati, ma è importante sapere che gli Mp3 hanno diversi tipi di Bit rate, dove il formato migliore è a 320 kbit/s. La maggior parte degli Mp3 che circolano su Youtube sono di bassa qualità, spesso a 192 kbit/s, quindi in poche parole per colpa di Youtube ci stiamo abituando sempre più nell'ascolto di musica a bassa qualità sonora.
Poi se in tutte queste problematiche ci inseriamo il fatto che la PUBBLICITà viene poco prima di ogni ascolto su Youtube/VEVO, ci dobbiamo preoccupare veramente di come stanno evolvendo i "nostri" ascolti.

Pochi lo sanno ma i video di Youtube sono scaricabili e convertibili in Mp3 da alcuni siti come questo QUI. Questo fenomeno è in aumento, e sul web circolano già tantissimi siti da dove estrapolare musica da Youtube. Come sempre non è una cosa imputabile a Youtube, ma se questo avviene un po' di colpa è anche del colosso di proprietà di Google. Se si permettono questo genenere di operazioni, Youtube è responsabile anch'esso di reati collegati all'illegalità, quindi la colpa è tutta di Youtube.

Per concludere, perché allora citare la canzone degli 883 "Hanno ucciso l'uomo ragno"?
L'UOMO RAGNO è un paladino della giustizia, perché avrebbero dovuto uccidere un paladino della giustizia non si capisce. Quindi ho voluto fare un parallelismo con la (RETE) con il peer-to-peer (P2P), che per molti è stato per anni una fonte di giustizia etica per chi volesse ascoltare musica scaricata tramite libero scambio in una RAGNATELA tra utenti stufi di acquistare tanta musica con costi troppo eccessivi.
A nostra insaputa purtroppo siamo caduti nella ragnatela sbagliata, e siamo finiti nella mani della mala e della pubblicità.

Guarda questo video: http://www.youtube.com/watch?v=lrRqQkn6kZI&ob=av2n

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