sabato 12 novembre 2011

Fai da te / Fai tante date (Parte 1)

Questa foto che vedete pensavo di non vederla più, da quando nell'agosto scorso, ad un concerto chiesi gentilmente ad una ragazza che avevo vicino di scattarla. Fortunamtamente, dopo vari tentativi sono riuscito ad averla. Mi ero promesso che non appena questa foto fosse entratra nel mio computer, avrei subito scritto un lungo articolo sulla situazione concerti nel nostro paese, con un "focus on" sul disastrato Abruzzo.
Dire che l'estate abruzzese è ricca di concerti è come illudere un barbone di non essere povero. Da un paio di anni a questa parte, in effetti, nonostante la crisi, di festival ne sono spuntati parecchi, ma quello che vedete in questa foto è un momento che ho voluto immortalare e che spiega tutte le consuetudini di noi spettatori da quattro soldi.
Cominciamo per l'appunto dai soldi, a cui siamo molto legati. Cosa ci spinge a pagare 30-40-50€ per un artista bruciato come Lou Reed a Pescara? Mi è stato detto, "la sua arte ha un grande valore, quindi i soldi sono ben spesi", ma il live com'è stato? Per caso scadente, misero e noioso? La risposta è: chi se l'aspettava!
Intanto i finanziamenti per un evento del genere ci sono stati e si è voluto invece mettere in difficoltà un festival molto più importante quale l'Indie Rocket. Ma questo è avvenuto un po' ovunque. Pensare che ci sono stati organizzatori che non si sono visti stanziare un briciolo di finanziamento perché i soldi non c'erano e i comuni di turno avevano in programma Nduccio, Jo Donatello o Roppopò. Io c'ero al concerto di Lou Reed, ma fuori a fare volantinaggio per un'altro festival che ha ricevuto solo un piccolo briciolo di appoggio, ma vi racconeterò tutto nella Parte 2. Quindi il problema è anche del pubblico, soprattutto del pubblico che spende e spande per i famosi e del resto si può anche fare a meno, accompagnato sempre da uno sti cazzi!
Ma torniamo alla foto, dove noterete un ragazzo solo soletto seduto dinanzi un "cambio palco". Era da poco finita l'esibizione della band che chiamerò "principale", in un paesino sperduto nel chietino, dove all'improvviso il pubblico (30 - 40 persone) è scomparso, nonostante ci fossero altre due band (una del nord Italia). Il festival era gratuito e questa foto ritrae una delle serate più brutte della mia vita, in cui ero rimasto a vedere una band che suonava davanti a nessuno, cioè io ed altri 3-4 amici. Quindi ricapitoliamo Lou Reed Sold Out + Festival sfigato con 30 persone che vanno via a metà serata = concerti d'estate un vero schifo (in Abruzzo).

Come può una band alle prime armi emergere nel nostro paese? È ovvio che se è questa la situazione, di serate ce ne saranno sempre meno o faranno pena. Gli organizzatori non saranno motivati, le band saranno scoraggiate perché non c'è il pubblico e i comuni continueranno a stanziare contributi per chi organizza serate d'intrattenimento per i vecchi, che almeno a quelle serate assistono ben volentieri, ed è giusto che sia così.
Ma come può in questo paese andare avanti un sistema do it yourself, se non si ha la forza di contare neanche più sui propri mezzi? Chi lo sostiene almeno moralmente questo sistema?
Quando sento dire che le band devono fare più date possibili per farsi conoscere mi viene da morire, quando sento che il "fai da te" è il futuro, non so cosa darei per uralare: NON È VERO! Sì ok, ora c'è il web, rispetto ai tempi delle pietre rotolanti le band hanno più possibilità e blah blah blah ma gli spettatori dove diavolo sono?
È sparito totalmente lo spirito della scoperta, andare in posti nuovi, senza starci tanto a pensare, senza sapere se un concerto può essere bello o brutto. NO, si va solo nei posti fighi. Non venitemi a parlare di crisi perché ai concerti a pagamento ci si va ancora, quindi? Il problema è che non funziona più niente, l'arte non è arte, gli eventi non sono eventi, le band non sono band e il pubblico non è pubblico. Fai da te cosa? Fai tante date dove e perchè?

2 commenti:

Tommaso ha detto...

tutto vero.

Tommaso ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.