sabato 26 novembre 2011

Fai da te / Fai tante date (Parte 2) Ovvero come i Karaoke hanno distrutto la cultura musicale

Bolognino D'Oro KaraokeConoscete il Suoni Mo'desti di Guardiagrele? Forse si, forse no, non agtitatevi non è di questo festival che vi voglio parlare. Vorrei parlarvi invece di come i "karaoke" vengano spacciati per eventi musicali "di grande interesse", camuffati sotto falso nome di "manifestazioni canore", eventi che si svolgono da diversi anni nel nostro paese.

Chi ha una minima preparazione nel campo musicale e culturale riconoscerà quello che sto per recriminare. Non ci piace affatto essere presi per il culo, da chi sovvenziona non prendendo in considerazione la totale assenza di qualità che queste manifestazioni tentano di proporrere, cosa che sta danneggiando molti altri eventi, succlassati da gente inesperta, che si fa portavoce di diritti che con il tempo ha conquistato, sfruttando l'ignoranza del pubblico.
In Italia accade da anni - vedi i fior fior di festival - quello sanremese e compagnia bella, dove l'appiattimento culturale di anno in anno si fa sempre più grave, allargandosi a macchia d'olio fino a colpire anche gli organizzatori di eventi minori, che trovano in questi format televisivi il giusto esempio da seguire.

A Guardiagrele nell'estate 2011 si è toccato ulteriolmente il fondo. Capita ripetutamente che le varie amministrazioni comunali non diano il dovuto peso a tutti gli eventi culturali che ci sono, dando invece priorità sempre e solo ad un evento in particolare. Perchè? Il Comune l'estate scorsa ha prima negato a tutti gli organizzatori un contributo, per mancanza di liquidità - scelta condivisibile. Chi avrebbe il coraggio di lamentarsi quando c'è una totale mancanza di fondi da destinare alla cultura? Preso atto che i tagli dal governo ci sono stati, non ci si dovrebbe scandalizzare se si venisse a creare una situazione nella quale gli amministratori comunali sono costretti a fare la parte dei miserabili. Le persone normali accetterebbero questa triste situazione rimboccandosi le maniche, non vi pare? Non per l'organizzatore del "Karoke itinerante", che prontamente ha sfruttato la facile via del ricatto mediatico, facendo uscire subito su Il Centro (quotidiano più letto in Abruzzo) un articolo dove minacciava il comune di Guardiagrele, che se non avesse ricevuto i finanziamenti per fare la manifestazione avrebbe spostato l'evento in un altro comune. L'amministrazione comunale senza indugi e concedendosi anche il lusso di sentite giustificazioni verso la cittadinanza ha soddisfatto "in parte" le sue esose richieste. E non solo, la manifestazione ha potuto anche ampliare la solita programmazione con un'altra serata, (vedi l'articolo uscito su Il Centro).

Qui parliamo di grandi cifre, che se fossero state ben redistribuite a tutte le associazioni del paese avrebbero reso l'estate di Guardiagrele sicuramente migliore, e soprattutto senza grandi polemiche. In molti dicono giustamente che questa è una manifestazione storica per il paese, giunta alla sua quattordicesima edizione, quindi dovrebbe ricevere più attenzione, rispetto ad altre a prescindere. Ma il problema sostanziale è un altro, quest'evento non merita questi finanziamenti per il semplice motivo che negli ultimi anni ha proposto eventi di scarso valore qualitativo, critica questa palesemente oggettiva. Impianti audio e luci, scenografia, allestimento e ospiti di bassa qualità, con cui per anni gli organizzatori hanno giocato, cercando con una minima spesa di risparmiare, mettendo in secondo piano la cura del suono, ovviamente se le musica proposta è in formato midi, potrebbe pure andar bene, ma non se si ha in programma ospiti "illustri" (pagati con i contributi dei cittadini). La cosa cambia quando c'è uno spettacolo live, non si può pensare tutta la manifestazione come se fosse un karaoke. Perché parlo di karaoke? In questa manifestazione non c'è una band o un orchestra che esegue i brani (di artisti famosi) ma viene spinto semplicimente play su basi midi, come quelle che tutti noi possiamo trovare con estrema facilità su molti siti internet. I partecipanti a questa manifestazione sono tutti o quasi "semplici" coincittadini, che si prestano nell'improvvisarsi cantanti e sono loro che garantiscono quindi la buona riuscita dello spettacolo (non di certo grazie alla loro bravura) ma perché ognuno di essi attira un buon numero di familiari, parenti ed amici. È grazie a tutti i "cantanti" che magicamente la piazza si riempie, facendo sì che a fine manifestazione si gridi al grande successo di pubblico. Tre serate quindi all'insegna del puro karaoke di piazza, dove l'età media degli spettatori (comodamente seduti) è di 50 anni. Questi sono gli eventi che il nostro paese ci propone per l'estate, dove noi giovani che vorremmo gustarci qualcosa di nuovo, siamo costretti a guastarci le serate nel sentire gente cantare canzoni scritte da altri. Sono anni che va avanti questa storia, in cui sono sempre le solite facce a esibirsi, anche perché in un paese di quasi diecimila abitanti con il tempo si esauriscono coloro che sono disposti a partecipare a cotanto squallore. Ci siamo veramente stufati di queste imposizioni, da parte di questo scandaloso e finto modo di proporre "musica". E non è finita qui, perché questa manifestazione durante quest'anno è diventata anche itinerante, Scanducci (Firenze), Milano, Roma, Napoli, Bologna, Lugano e nel Canton Ticino.

Nella prima parte di "Fai da te / Fai tante date" mi chiedevo di chi fosse la colpa di questa tragica situazione. Ribadisco, la colpa è nostra, non ci sono più dubbi, siamo noi a rovinare la cultura locale, comportandoci da spettatori impassibili, che assistiamo e non ci incazziamo, dove ci facciamo prendere per il culo e non ci permettiamo di alzare la voce. Una volta si usava lanciare pomodori, uova e quant'altro a chi ripetutamente faceva delle brutte performance, sarà anche quest'usanza andata persa per colpa della crisi? Questa è una lotta che sta vincendo chi organizza "karaoke itineranti" su chi organizza serate di gruppi emergenti, con mille difficoltà. Questi gruppi vorrebbero emergere, ma non hanno spazi, non hanno un pubblico, non hanno chi crede in loro. Non fatevi spaventare dei prezzi dei fruttivendoli, fortunatamente regalano ancora tanta frutta e verdura andata a male, da gettare non più nella spazzatura, ma su gente che propone spazzatura.

In Trash We Trust?

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