sabato 10 dicembre 2011

Fai da te / Fai tante date (Parte 4) La via della transumanza ritrovata

Fontanelle PecoreHo letto una dichiarazione rilasciata di recente da Paul McCartney, che dice "Può sembrare strano, ma io dico sempre al mio promoter: metti in vendita un solo concerto, non tutto il tour e vediamo prima come vanno le cose. E se sono fortunato, mi richiama il giorno dopo e mi dice: è andato tutto sold out in cinque minuti, Paul". Questo, in altre parole per dire che siamo delle pecore. La famosa leggenda "Paul is Dead" voglio pensarla vera, Paul per me è morto davvero in quel incidente stradale, quindi non mi abbasserò mai e poi mai ad andare a un suo concerto. Lo stesso vale per la reunion dei Black Sabbath (band di cui si può anche essere follemente innamorati) ma che bisogna evitare (dal vivo) per motivi che vanno ben oltre la nostra coerenza. Lungi da me il voler fare sempre il bastian contrario delle cose, ma ci sono limiti che noi non siamo più abituati a rispettare, soprattutto non considerando la situazione in cui verte il nostro paese.
Se a Paul McCartney bastano cinque minuti per ricordarsi d'essere Dio, per noi - dovrebbere - bastare cinque minuti per mandare all'aria tutto quell'amore profondo costruito in tanti anni di ascolti degli inarrivabili Beatles. Dovrebbe, ma non è così, purtroppo nell'arte ci sarà sempre quel vecchio musicista ingordo che mira a far soldi a tutti i costi, quindi il discorso non finirà con il tramonto definitivo delle rockstar. Anzi, oggi più che mai stiamo riscoprendo alcune vecchie usanze andate perse con il tempo, il ritrovamento della via verso la "transumanza" ovvero la migrazione delle greggi, dalle zone collinari o montane verso zone maggiormente pianeggianti e viceversa. Voglio dire semplicemente che non trovo differenze tra noi e le bestie da allevamento.
Nel corso degli anni siamo stati sottoposti a trattamenti intensivi di manipolazione mentale, a tal punto da non vedere oltre i nostri pastori. I nostri spiriti guida attraverso le iniezioni di massa ci hanno resi immuni a qualsiasi altro "pascolo mentale" portandoci sempre verso la strada da loro indicata, e guai a prendere una via diversa, ti sguinzagliano i cani che ti riportano sulla retta via.
Ricordate la pecora Dolly? Giorgio Gaber diceva in merito "È come se questo secolo tanto insensatamente indaffarato ci lasciasse così, senza nulla che ci appartenga veramente. Ma soprattutto con la dolorosa sensazione che noi non apparteniamo a nulla". È una brutta senzazione la mia, quella di non provare più piacere nel vedere quei mostri sacri della musica, perché riesco ancora a provare piacere nell'avere un contatto diretto con quei piccoli ma grandi artisti che sono ancora in circolazione, capaci di aprirti la mente e non chiudertela per sempre, fidelizzandoti ad esso. Sempre Giorgio Gaber in una sua canzone cantava: "Il mercato è il demonio, il mercato è Dio, Il mercato è il demonio, il mercato è Dio... Lui. Lui, il mercato è dovunque. È avido e insaziabile, non si accontenta mai. Lui per crescere ha bisogno di noi, ma stranamente non ha bisogno di gente che sceglie. È Lui che sceglie per noi e determina la nostra vita con la sua quotidiana, invisibile presenza. Ma se un giorno, di colpo, Lui sparisse? Se di colpo ci trovassimo esclusi da questo meccanismo perfetto così al di fuori di qualsiasi morale? In fondo è Lui che ci procura benessere e ricchezza. Che condiziona la nostra vita. La vita di ogni paese. Non c'è niente da fare. Oggi come oggi chi rifiuta la sua logica rischia di non mangiare; chi l'accetta con allegria subisce gravi danni alle sue facoltà mentali, cioè l'annientamento totale delle coscienze. Insomma, un uomo oggi non ha neanche la possibilità di schierarsi a favore o contro di Lui. Incredibile. Ma forse se lo si sa, se ne si è consapevoli sì può praticare questa realtà senza pretendere di risolvere le cose con un sì o con un no. Ecco la grande sfida: allenarsi a vivere senza certezze con la certezza che qualcosa possa nascere da questa nostra contraddizione. Allora forse, magari a fatica, troveremo altre risorse, allora forse si ritorna a pensare e a sognare".



L'immagine presente in quest'articolo è un collage realizzato a mano da: Fontanelle

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