sabato 17 dicembre 2011

Fai da te / Fai tante date (Parte 5) PUBBLICO DI MERDA

Tv live (Silvia Compagnoni)Esistono posti in cui si va per chiacchierare e posti in cu si va per ascoltare musica, e purtroppo esistono persone che non sono in grado di capire quando è il momento di stare in silenzio. Mi è capitato di assistere a scene (che chiamerò "casi") davvero raccapriccianti, che vi racconterò come esempi di maleducazione e mancanza di rispetto nei confronti degli altri. CASO X: Sulmona, Vinicio Capossela Live, estate 2006. Uno dei concerti più importanti del musicista in Abruzzo, in cui propose un pezzo molto significativo per questa regione "Lomas de Sulmona", La serata è stata segnata però da un individuo esaltato che per tutto il concerto gridava contro Capossela robe di questo tipo: "A mbriacone!", "A Bukowski!", rovinando uno dei momenti più intimi del concerto, come potete ascoltare QUI.
CASO A: Soundlabds di Roseto, edizione 2004, con Micecars, El Muniria, Linea 77, Verdena e Liars. Ero in prima fila e stavo ascoltando Emidio Clementi con gli El Muniria, progetto basato su una forma artistica particolare, il reading con in sottofondo musica elettronica minimale, necessitante di un rigoroso silenzio, per cogliere al meglio tutte le varie sfaccettature. Ma alla security del festival questo non interessava, anzi il tutto era di una noia incredibile. Per il tizio "tutto muscoli e niente cervello" quella non era musica, quindi si poteva permettere di discutere ad alta voce con il suo collega, porprio sotto il palco, di cosa fosse per lui la musica. Dopo vari minuti di show e di varie occhiate infuocate, Emidio Clementi ha chiamato a raccolta il tizio e gli ha fatto notare, con le buone che quello non era il modo di comportarsi, anche perché lo scopo della securety sotto il palco è quella di garantire che nessun compia dei gesti che possa recare danno all'artista o viceversa, invece era la security stessa a recare danno all'artista. La risposta de "Il tizio senza cervello" è stata: "io faccio quello che cazzo mi pare, hai capito? Chi cazzo sei tu?", Emidio Clementi dopo aver capito la grave situazione l'ha mandato a quel paese ed è tornato a suonare. Noi in prima fila eravamo sconvolti, la voglia era quella di scavalcare le transenne e di prenderlo a cazzotti, ma l'età e la stazza non ce lo permettavano.
CASO B: Numero 6 live, Lalla Wahlalla di Pescara, 30 gennaio 2011. Eravamo in pochi ad assistere al live, in versione acustica della band genovese, che era di passaggio nel corso del tour di "I Love You Fortissimo". Durante l'esisbizione un loro pezzo è stato stravolto da "i neuroni senza dignità in coda per l'ipad" in "neuroni senza dignità in sala a blaterar", perché delle "fighette", proprio sotto il palco parlvano come se fossero in un bar, costringendo Michele "Mezzala" Bitossi a far notar loro - in modo garbato - che forse era il caso di andare fuori dal locale. Una scena a dir poco assurda, visto che di gente cen'era poca, la musica non era altissima e i pochi presenti avevano fatto parecchi chilomentri per ascoltare la band, e le chiacchiere di quattro deficenti.
CASO C: Yuppie Flu live, Wake Up, Pescara, 06 febbraio 2009. Capitava quasi sistematicamente che ad ogni live del Wake Up (locale che non esiste più) c'era un chiacchiriccio di sottofondo. C'è un momento della serata che ho immortalato in un video (che trovate a fine articolo) in cui si sente benissimo la potenza di questo chiacchiriccio, capace di superare il volume della parte iniziale della canzone.
I casi C e X sono quelli più fastidiosi, in quanto usanza consolidata da parte di molti nel mancare di rispetto nei confronti di coloro che hanno il diritto al silenzio. Per questo motivo ne sono capitate di tutti i colori, gente che giustamente si lamentava di questo, ma che subiva anche gli insulti di molti "ignoranti". Dico, ma se hai voglia di parlare, perché farlo proprio davanti una band che si sta esibendo? Se c'è questo "pubblico di merda" il problema è a monte. In molte serate ci sono persone sbagliate ad assistere al live di determinate band (poco conosciute), perché la propensione di molti è quella al solo divertimento e non nel piacere di assistere a musica suonata dal vivo. Come dicevo il problema è a monte perché in alcune serate accorrono persone che vogliono ballare nel dj set di fine serata, dopo la band. Il problema è complesso perché, se non ci fosse il dj set finale non ci sarebbero le persone che bevono, quindi si farebbe difficoltà a pagare le band che si dovrebbero ascoltrare in silenzio, purtroppo l'organizzatore è costretto perché non ha grossi budget per fare grandi serate ad ingresso "gratuito", che nel caso del Wake Up significava (il più delle volte) essere tesserati e pagare "soltanto" 5€ di consumazione. Per i casi A B e X parliamo semplicemente di maleducazione, ma significativi per comprendere i tipi di ignoranza che gli artisti sono soliti trovare ai "loro" concerti. Con quest'articolo voglio porre un problema, ognuno di noi percepisce le cose a modo proprio, ognuno pensa di essere nel giusto per il semplice fatto che si è in un luogo comune in cui, una volta pagato, "democraticamente" ognuno fa quello che gli pare, come se ogni posto fosse uguale al salotto di casa propria. E se ad esempio qualcuno facesse i suoi bisognini di fianco a voi, durante un concerto come la prendereste? Vi è mai capitato? A me sfortunatamente si, CASO D = Demenza. Non vi dico dove ho assistito a questa scena e la band in questione. Sta di fatto che un demente (ubriaco) a un certo punto si mette a urinare dentro una bottiglia in mezzo alla folla, e subito dopo aver termianto la tira al canante che si ferma, si asciuga due secondi e dice al microfono: "buona questa birra, grazie!".



La foto presente in quest'articolo è di Silvia Compagnoni
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