sabato 24 dicembre 2011

Fai da te / Fai tante date (Parte 6) La Siae è il Male

La Siae è il male In Italia la Siae in concomitanza con il governo, in questi ultimi anni sta danneggiando ulteriolmente lo stato dell'arte e il progresso tecnologico. Siamo perennemente un passo indietro ad altre nazioni che invece incentivano gli artisti nel considerarsi a tutti gli effetti dei lavoratori ben retribuiti. Non è più questione di essere o non essere musicisti, basta conoscere la situazione in cui versa il nostro paese per capire che dovrebbe riguardare chiunque.
Nel 2010 l'attuale ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi ha firmato un decreto "Equo compenso", una tassazione preventiva su pellicole fotografiche, musicassette, VHS, CD, DVD, HD DVD, Blu ray, masterizzatori, hard disk, pendrive, schede di memoria, personal computer, decoder, lettori MP3, telefoni cellulari, ecc. Uno scempio per la cultura e l'industria in generale, perché si è andati a tassare sul nostro diritto di poter fare ciò che vogliamo su i supporti sopra indicati. Siamo stati tutti preventivamente privati di scegliere cosa realizzare sopra questi supporti, con una tassa che colpisce anche coloro che non ne fanno un "uso improprio", anche se sulla pirateria ci sarebbero molti discorsi da fare, ma non è questo il punto. Con questa situazione qui in Italia è impossibile essere indipendenti, autoprodursi e diffondere opere Do it Yourself.
Il vero problema è che in Italia ci sono ancora artisti contro o a favore della Siae, chi riesce un minimo a ricevere compensi non dirà mai che la Siae è una società a delinquere, indebitata e corrotta. Per non parlare di quel bollino odioso posto sulle confezioni dei dischi, quel borderò che tutti si rompono le scatole di firmare a fine serata, che snaturano il vero senso dell'arte e rendono ogni cosa si realizzi un innaturale obbedire alle leggi ed il mercato.
Perché accade questo? Accade questo perché nel nostro paese c'è un'ingoranza spaventosa, ci sono artisti indipendenti che praticano arte con lo spirito DIY e non sanno cos'è il Copyleft, o quantomeno conoscono Creative Commons, ma non sanno bene cos'è e come funzioni. Il più delle volte accade che questi artisti indipendenti creino della bella musica, che spesso finisce nelle mani di etichette e così via, che registrano l'opera alla Siae per poter vendere e lucrare su di essa.

L'alternativa quale sarebbe? L'alternativa al monopolio della Siae finalmente in Italia c'è e si chiama Soundreef. La sede di questa società privata è a Londra (cosa poco gradita), ma importante ai fini del diritto internazionale, infatti così facendo il titolare di quest'azienda ha ottenuto nel 2008, dalla Commissione Europea la libera concorrenza sul mercato delle colletting in Italia. Cosa dovrebbe importarci in quest'era globalizzata? In teoria nulla, anche perché quello che ci si aspetta da Soundreef è una migliore gestione della raccolta e la ditribuzione delle royality. L'obiettivo di quest'azienda è quello di diventare come un sistema Paypal "home banking" e dare al cliente una rendicondazione analitica: un informazione corretta, trasparente sugli utilizzi e gli incassi, aggiornata in tempo reale e a cui si può accedere in ogni momento.
Purtroppo questo fa storce il naso non di poco, perché nella sostanza possono anche migliorare i servizi, ma stiamo pur sempre parlando di affidare la propria arte ai privati, quindi le opere possono pure fruttare di più, ma sostanzialmente non cambia poi molto, perché se si è di nicchia e si fa musica in modo indipendente oggi l'unico modo di guadagnare sul serio è solo suonando dal vivo. È qui che sta il vero nocciolo delle questione, è ovvio che società a delinquere come la Siae restano un male da estirpare, ma è inutile sperare ancora nella retribuizione di opere registrate, quando c'è una concorrenza spietata e sleale, in un sistema capitalista e iper globalizzato come il nostro.

SIAE
Questo collage è stato realizzato a mano appositamente da: Fontanelle
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