sabato 14 gennaio 2012

Fai da te / Fai tante date (Parte 9) Free download e morti di fame

In questo inizio di secolo con l'uso massiccio del web, il musicista medio sta attraversando una fase difficile in cui il suo lavoro stenta ad essere ben ricompensato. Stiamo assistendo al grosso declino del sistema capitalistico che ha reso la musica merce in scatola. In questi ultimi dieci anni non è solo internet che sta distruggendo tutto, non solo per colpa di quei provider in grado di fornirci queste "merci" in modo illegale, con cui praticamente ci siamo abituati a rubare a discapito degli artisti e dei loro superiori. Le leggi ci sono e spesso le infrangiamo in nome di uno spirito comunista (open source), tant'è che il blog di notizie sul filesharing ha un nome appropriato: torrentFreak. Ma c'è anche la parte "buona" della faccenda dove si paga ancora per avere della musica in vinile, cassetta, cd, mp3 e così via. Da circa cinque anni molti artisti regalano la loro musica (in free downlaod), da qui sono sorti i veri scricchiolii. Non si paga più, non si ruba più, quindi ora se si vuole c'è molta arte (non più merce) gratis. È vero che il gratis spesso è un trucco per vendere altro, ma è soprattutto un modo per i meno ricchi di avere a disposizione tanta musica da ascoltare comodamente. Naturalmente per i musicisti la faccenda si complica, ma non se la gratuità della musica registrata possa spingere più gente ai concerti, data la grande diffusione che la musica raggiunge con internet. Come spesso accade purtroppo viene fuori un soggetto molto scomodo: Il morto di fame, colui che ad un certo punto si abbuffa gratis e poi fa in modo di evitare qualsiasi pagamento successivo. In parole povere molti soggetti ascoltano molta musica in free downlaod, ma ai concerti non ci vanno neanche a pagarli (ops, se fossero pagati forse cambierebbe tutto), infatti è questo un grande problema, perché siamo arrivati al punto paradossale in cui molti artisti quasi quasi sarebbero disposti a pagare un presunto pubblico per farsi vedere dal vivo. Roba da matti! Il morto di fame è sempre in agguato, storicamente è sempre esistito, ma oggi più che mai sta condizionando la vita di tutti, in che modo? Penso di aver già scritto abbastanza a partire dalla prima parte, ma se non vi basta vi faccio un esempio, il morto di fame potrebbe essere colui che si fa mettere in lista da un amico per poter evitare di pagare un biglietto poco costoso di un concerto di beneficenza. Essere morti di fame è facile, c'è bisogno di una bella faccia tosta, per poter non badare a spese in certe circostanze e poi elemosinare su coloro che fanno fatica a campare. Il musicista emergente nasce prevalentemente in mezzo a questa gente qui, per avere un pubblico di cento persone al suo concerto dovrà spendere molto tempo e denaro, dove spesso e volentieri sarà anche deriso e maltrattato da questi, ingannato e imbrogliato da coloro che dovrebbero retribuirlo e naturalmente sono vittime anche e soprattutto di bufere di ogni tipo. Il "bello" di questi morti di fame è il loro atteggiarsi come fossero i veri benefattori di questo mondo, solidali verso le razze animali, carini con i più deboli, disponibili in caso di bisogno e disposti a cedere per un breve lasso di tempo le loro conoscenze e il sapere in materia "con tutta dignità".
Il musicista quindi dopo aver regalato la propria musica è costretto a fare più date possibili, il più delle volte gratis anche, dove il morto di fame che lo ha chiamato a suonare il più delle volte non pagherà loro neanche una birra, però non è sempre così, alcuni morti di fame sono generosi, a fine serata si permetteranno di far i complimenti agli artisti, e se tutto è andato per il meglio daranno loro anche una pacca sulla spalla.
Un fatto eclatante è accaduto con il brano "Domani" scritto dagli "Artisti uniti per l'Abruzzo", che oggi su Youtube ha: 12.944.821 visualizzazioni. Lo scopo era quello di salvare l'arte in abruzzo attraverso le donazioni ottenute grazie l'acquisto del brano. Purtroppo innumerevoli morti di fame hanno scaricato illegalmente questo brano, atteggiamento che non ha danneggiato in quest'occasione gli artisti, bensì lo spirito dell'inziativa in sé. La prodruttrice Caterina Caselli se l'è presa con la rete, senza contare che le visualizazzioni del video su Yuotube sono già un mancato ricavo da destinare in beneficenza, quindi è stata ai miei occhi palesemente un azione di facciata per mettere in bella mostra artisti già affermati, sfruttando una grande disgrazia. I morti di fame cambiano spesso veste, si lavano tutti il giorno il viso, si guardano allo specchio e non trovano mai qualcosa che non va nel loro viso ancora sporco.

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