martedì 6 marzo 2012

Bitcoin: la moneta virtuale di proprietà del portatore

Simec Giovanni AmorosoDopo quattro mesi dal primo post di Fai da te / fai tante date
torno a parlare in questo blog di monete.
Mi sono occupato soltanto di musica dal 12 novembre 2011, e dal 16 novembre Mario Monti ha iniziato "il suo" mandato come Presidente del Consiglio. A parte un articolo sul caso Megaupload pubblicato da L'Alternativa non ho più affrontato altre questioni.
I disagi più grandi ad inizio di questo nuovo anno, a parte il governo Monti, li abbiamo avuti con i movimenti dei forconi e dalla grande nevicata che si è abbattuta sul nostro paese. A Guardiagrele, da come potete vedere nella foto (scattata da Luca Colasante) mi trovo all'altezza dello storico balcone dell'abitazione di Giacinto Auriti.
È proprio a proposito di monete di proprietà del portatore che vi vorrei parlare della moneta virtuale Bitcoin. Il suo creatore dall'identità ignota è Satoshi Nakamoto, pseudonimo giapponese di un personaggio che ha messo su uno dei più importanti sistemi alternativi di pagamento. La sua creazione si basa sulle basi fondanti del movimento Open Source, sviluppata attorno all'idea dell'uso della criptografia, e non si appoggia ad autorità centrali, quindi non vengono controllate la creazione e il trasferimento. Il Bitcoin è una moneta peer-to-peer, ogni gettone contiene la chiave pubblica del proprietario, un sistema rivoluzionario che rimane fuori dalle logiche economiche internazionali dunque non soggette a crisi, tassazioni e falsificazioni.

6 commenti:

ercolinux ha detto...

Il SIMEC è stato un passo importantissimo nella storia delle monete alternative, ma rispetto ai Bitcoin aveva una grande limitazione (e mezzo): era comunque emesso da una "ente" che garantiva un tasso di cambio, per altro asimmetrico quindi gestibile solo con uno schema di tipo Ponzi. E inoltre era estremamente localizzato e di difficile diffusione.
Bitcoin per contro garantisce che il valore intrisinseco sia garantito dal flusso economico che lo sostiene non avendo nessuno che definisce il tasso di cambio e che lo garantisce. E la sua natura informatica lo rende perfetto per il commercio a distanza (ma in effetti difficoltoso per il commercio locale almeno in questa sua fase iniziale).

Giovanni Amoroso ha detto...

Il problema del Bitcoin risiede nella sua natura informatica. Quindi non accessibile a tutti, perché non tutti usufruiscono delle tecnologie informatiche. Lo scopo dell'articolo infatti non mirava a trovare i difetti del Bitcoin e mostre le potenzialità del Simec, il fine dell'articolo era quello di "svegliare" soprattutto i miei concittadini che non hanno ancora colto le reali potenzialità che ha una moneta di proprietà del portatore.

HostFat ha detto...

Per il prossimo anno si potranno avere smartphone a prezzi abbordabili per tutti.
Le nuove generazioni ci metteranno 5 minuti ad imparare ad usarli e ad aiutare la diffusione di monete simili o lo stesso Bitcoin :)

Giovanni Amoroso ha detto...

Sarà un bene sfruttare la tecnologia in questo modo, ma non sarà la soluzione al PROBLEMA anche perché le nuove generazioni hanno dinanzia a sé un futuro dove difficilmente si avrà lavoro. Purtroppo la tecnologia ha dei limiti, prova a spiegare cos'è il Bitcoin ad un anziano che ha un conto in banca consistente, convincilo ad utilizzare i Bitcoin e poi ne riparliamo :( L'esperienza del Simec parla chiaro.

HostFat ha detto...

Gli anziani sono anche loro parte del problema, il fatto che la generazione si aggiorni e quante più persone accedano ai nuovi strumenti come Internet ( anzichè rimanere imbambolati davanti alla TV ) è solo un bene.

Per le vecchie generazioni non c'è nulla da fare, o meglio, sicuramente qualcosa si può fare ma non la vedo come una priorità.

Tommaso ha detto...

http://www.cutebitz.com/images/products/newton2.png