sabato 3 marzo 2012

Fai da te / Fai tante date (Parte 16) O forse non dovresti

A quanto pare stordire è una cosa che mi riesce bene, ma non al punto dal farvi prendere piena coscienza della gravità della situazione artistica del nostro paese. Noi tutti, a prescindere dal ruolo che ricopriamo, dovremmo interessarci di più degli artisti, non soltanto dopo la loro morte. Il pubblico è cambiato vilmente e per inciso io sono parte di questo pubblico. Ma, c'è un grosso MA... Noi blogger siamo una classe di "presunti mantenuti"? Noi che siamo in attesa di un lavoro soddisfacente, sulla stessa barca dei musicisti alle prime armi e che quello che scriviamo lo diamo volentieri via gratis (e ci mancherebbe, qualcuno dirà), quindi ora se dovessi applicare tutto quello che ho scritto su i musicisti dovrei fare soltanto tante date possibili per far conoscere il mio pensiero. Dovrei imbracciare un megafono e strillare i miei scritti nelle piazze, magari sarebbe meglio approfittare dei concerti, almeno ci sarebbero più persone propense a capirmi, non contando comunque la bella figura di merda, il problema non è tanto avere le palle di fare una cosa simile, quanto la voglia e le forze, anche perché l'attivismo per salvare l'arte è una guerra persa in partenza, ma dato che il mio pensiero resta scritto, purtroppo confinato nei server di Mountain Viev mi piacerebbe un giorno vederli riuniti tutti in un unico opuscolo o libricino che sia. Follia, farneticazione, vaneggiamento? Forse dovrei smetterla con questa barzelletta, ma non è detto che solo la categoria dei musicisti sia in difficoltà, con questa storia che vanno sempre sostenuti, sia economicamente che moralmente, ad un certo punto è anche bello che la si smetta di sostenere gente che non fa altro che atteggiarsi, quindi CARO MUSICISTA la pacchia è finita. Vorrei allontanarmi dal web ma purtroppo non posso farlo, perché oggi chi vuole crearsi professionalmente un lavoro degno di essere considerato tale, se non è in rete viene tagliato fuori. Non solo i musicisti sono vittime di questa tragicomica sventura, purtroppo non solo loro sono costretti a svendere il proprio operato, quindi smettiamola con queste lamentele, perché ci sono anche altre categorie non retribuite che si fanno in quattro per salvaguardare, magari proprio quello che i musicisti creano, forse proprio in funzione del fatto che si sa che poi c'è qualcuno che li caga questi artisti. Vorrei vedere se giornalisti, organizzatori di eventi, i promoter, gli uffici stampa si fermassero, vorrei vedere se i tecnici audio in studio e dal vivo, tecnici luci, i beckline, i facchini, smettessero di fare il loro lavoro cosa accadrebbe. Ogni lavoro è importante anche se meno "figo" del stare su di un palco, va bene lo spettacolo che va in scena, ma una volta che si è scesi giù bisogna tornare alla normalità altrimenti tutto inizia ad essere una farsa. Accetto che i musicisti siano il più delle volte tipi particolari, che bisogna prenderli con le pinze, accetto che ci siano casi in cui è meglio lasciar perdere, ma qui non riesco più a trovare qualcuno con cui si possa parlare degnamente. Tutti con lo stesso blah blah blah, lagne su lagne e: "non vendiamo un disco", "colpa della critica", "colpa dell'etichetta che non ci promuove", "colpa della gente che non viene a nostri spettacoli", "colpa di internet dove ci sono troppe band". Bene, siete arrivati al capolinea, fermatevi non fa per voi, ci avete provato, vi è andata male quindi è ora di tornare tra il pubblico, ad ascoltare ed acquistare dischi. È inutile crogiolarsi su piedistalli traballanti, tanto prima o poi anche il tipo più stronzo pagherà il conto salato al ristorante e per dirla con una frase di un noto film "ce lo caghi che sei un artista".

FINE

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