lunedì 11 marzo 2013

Incorporating the latest features of Google+ with Google (Google Campus, London)

Sono le 10:15 quando inizio a scrivere questo post e dalle finestre del Google Campus di Londra vedo scendere neve, mentre sto seguendo una conferenza di Ian Barber, il developer del team di Google+ che ci introduce alle novità del social network, in particolare l'haking nel Sign-in, più le molteplici cose che si possono ottenere grazie alle APIs di Goolge e gli scenari per le nuove integrazioni di codice per gli sviluppatori. Dopo 45 minuti introduttivi, viene il momento del primo break con cornetto e caffè offerto dallo staff, dove faccio la conoscenza del tipetto verde in foto. Riprendiamo dopo 15 minuti e Ian torna a spiegarci le novità per lo sviluppo di App su Android.
Interattività è stata la parola più usata nel nuovo scenario dello sviluppo di nuove funzionalità nel contesto G+ "Social App Loop", in cui i post avranno il ruolo di aggregatori tra le varie applicazioni di Google. Rendere G+ la piattaforma dove integrare tutte le funzionalità è da sempre un pallino dell'azienda e forse il più importante progetto, in particolare per il mobile, attraverso il quale si può sincronizzare le applicazioni velocemente, dunque G+ sarà lo snodo tra le varie attività svolte dagli utenti, rendendo il tutto estremamente Social.
In questo per gli sviluppatori Ian ha introdotto le nuove APIs di Google per G+, come ad esempio PhotoHunt: Java on Google App Engine, in cui ha spiegato passo dopo passo i procedimenti per il setup dei codici sorgenti in java per l'istallazione sul sistema e come attivare le APIs in Google+.

In conclusione, la conferenza è stata davvero interessante per comprendere un po' più da vicino le potenzialità di un social network che prolungherà la rivoluzione web, un mezzo ancora poco sfruttato, ma con il consolidarsi del mobile oltre diffondere le applicazioni ed altre funzionalità di Google certamente porrà le basi per l'arrivo di nuove tecnologie che spalancheranno le porte alla realtà aumentata del progetto Google Glass, con l'attesissimo passaggio al Web 3.0


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A  proposito di porte da spalancare, ieri notte ero a casa con un amico che sto ospitando per le sue vacanze londinesi e la porta della mia stanza non si apriva più, per cui siamo stati circa un'ora e mezza a tentare di aprirla, la voglia di assistere a questa conferenza era molta, tanto da distruggere addirittura una mia valigia, con il tirante abbiamo iniziato a sfondarla scavando un piccolo buco attraverso il quale il mio coinquilino spagnolo Jon (che ringrazio e con cui mi scuso per il casino infernale che si è dovuto subire) ci ha passato un giravite con il quale siamo riusciti ad aprire la porta. Questa mattina è stata dura alzarsi, ma devo dire che ne è valsa veramente la pena. Cheers!


domenica 10 marzo 2013

Hack 'n Talk at Google’s Campus (March 9 - 2013)

Il 9 marzo 2013 si è tenuto il primo Hack 'n Talk, presso il Campus di Google in Old Street nella Silicon Roundabout londinese.

Arrivo all'evento alle 11:30, dove faccio subito la conoscenza di Sven che poi durante i talk mi ha salvato la giornata dal momento che avevo dimenticato a casa l'adattatore per le maledettissime prese elettriche inglesi.

Il primo talk è stato quello di Alan Bell del team inglese di Ubuntu, che ci ha parlato delle e-mail. Il successivo intervento è stato davvero sorprendente per me, a prendere la parola è stato Chris Setz, con un talk dal titolo Community Currency (che trovate qui) in cui ha spiegato l'importanza della moneta elettronica Bitcoin, della moneta alternativa Brixton Pound e degli scenari futuri che esse potrebbero comportare sulla società. Durante un break, in cui ci sono stati offerti i panini di Pret A Manger (dallo staff di Basho) ne ho approfittato per parlare con Chris, spiegandogli che anche in Italia circolano molte monete alternative, in particolare gli ho raccantato della mia esperienza con il Simec del professor Giacinto Auriti, in circolazione nel mio paese Guardiagrele, con cui dodici anni or sono ho potuto acquistare la mia prima ed ultima Play Station a metà del prezzo originale. Lui è rimasto particolarmente colpito tanto da fare il mio esempio successivamente, quando cercava di spiegare l'importanza di una moneta decentralizzata a un ragazzo scettico su quello che lui sosteneva.


Dopo il break ci sono stati gli interventi di Krishan Meetoo, poi quello di Svenito con il suo interessante progetto Unlogic e di altri quattro programmatori di cui non ricordo il nome. Alle 16:00, sul finire dell'evento Chris tenta di riprendere ancora la parola per proporre a tutti i presenti la sua moneta alternativa. Purtroppo non gli è stato possibile, ma ho avuto la fortuna di ricevere in dono da lui una banconota (che potete vedere in foto tra le sue mani). Nel preciso istante in cui prendo in mano la banconota la giornata prende una piega estremamente positiva, essere nel campus di Google è già di per sé un evento speciale, ma per me incontrare persone come Chris è sempre una vera gioia, perché attraverso questi incontri capisco che c'è ancora un minimo di speranza verso un reale cambiamento del sistema economico. Nella banconota proposta da Chris Setz c'è come raffigurazione centrale l'immagine dell'Hornsey Town Hall, in Crouch End, a destra e sinistra dell'immagine ci sono due codici QR Code per le operazioni in Bitcoin, nella parte destra è presente un numero seriale, con sotto l'indirizzo web al suo sito: haringeypound.org

Sono cinque mesi che vivo a Londra, una città perfetta non solo per gli amanti della tecnologia ma in ogni ambito dello scibile ci sono eventi che permettono con molta facilità di conoscere persone stupende, ampliare le proprie conoscenze attraverso eventi totalmente gratuiti, volti all'aggregazione, alla cooperazione, il tutto in totale libertà con un dinamismo stupefacente che coinvolge giovani ed adulti, diverse etnie, culture e ideologie. Le sorprese non hanno mai fine in questa città perché un evento tira l'altro, ad esempio da questo Hack 'n Talk nella mia agenda ho appuntato un Meetup su Arduino, il 19 marzo a cui non potrò mancare. See ya!

sabato 23 febbraio 2013

Firefox for Android: Now and the Future (London Mozilla Space)

Arrivo al Mozilla Space in perfetto orario, sono le 18:30 e fa un freddo super e nevischia. Appena salito nell'area trovo poche persone, mi accoglie un tipo di cui non ricordo il nome che porta una maglietta orribile di LibreOffice, deduco che forse lavori per loro. Tra di noi non è amore a prima vista, per cui mi isolo e attendo che inizi la conferenza su Firefox per Android il browser web mobile di Mozilla che potete scaricare da qui.

A differenza del mio primo approccio con il Mozilla Space, questa volta è tutto basato sul piano tecnico che equivale per me a non capirci granchè. Me lo aspettavo per cui invio un tweet e siccome mi piace rimanere a tema invio un sms con lo smartphone che non ho ancora sentendomi tremendamente indietro tecnologicamente. Mentre sto scrivendo arrivano le pizze, wow, mi sforzo di tornare ad ascoltare la conferenza e vengo rapito da una slide dove incredibilmente compare nientepopodimenoché Beppe Grillo (vedi la foto qui sotto).


Preso da questa cosa, ne approfitto di un break per chiedere a Lucas Rocha (Mozilla) se è stato fatto a posta, e lui mi dice assolutamente di no, perché ha pescato a caso un articolo del New York Times, gli spiego che per me è davvero strano e lui mi guarda come a dire: quindi? Cerco di spiegargli che questa mi sembrava tutt'altro che una coincidenza perché i media in Italia non fanno altro che parlare male di lui, ma lascio perdere e non mi dilungo per non rovinargli la pausa.

Le poche cose che ho capito sono che le nuove caratteristiche di Firefox per Android che ha dei miglioramenti al supporto per CSS (HTML5) con migliori presentazioni in JavaScript, sono stati risolti i bug che cancellavano il testo con il cursore, sono state migliorate le prestazioni all'avvio del browser. Le nuove funzionalità sono il visualizzatore di PDF,   un'altra importante funzionalità è Firefox Sync con cui è possibile creare una copia di Firefox istallato sul computer attraverso il quale si può condividere su due diversi dispositivi i segnalibri, la cronologia, le schede le password ed altro. 

Firefox resta una delle più belle sorprese della mia permanenza a Londra, arrivare nei suoi uffici senza che nessuno ti controlli, parlare con gente educata e disponibile, sorseggiare birre e mangiare pezzi di pizza, dolci e caramelle gratis, rimanere a parlare sui divani con persone fantastiche come se fossi a casa mia, tutto questo fa di me una persona felice.





giovedì 13 dicembre 2012

CRYPTOPARTY 12/12/12 #MozLDN (Mozilla Spaces) #London

Arriviamo al Mozilla Spaces alle 19:00, con un'ora di ritardo, saliamo con l'ascensore al terzo piano del 101, palazzo situato al centro di Londra, a pochi passi da Leicester Square. Anche se il party prevedeva il biglietto d'ingresso (free) non troviamo nessuno a controllarci e troviamo sin da subito un ambiente totalmente confortevole con circa ottanta partecipanti. La mia prima impressione è stata quella di trovarmi nuovamente in un posto davvero stimolante.
Dopo aver preso un attimo di confidenza con il posto, un paio di birre gratis, che potevano essere prese direttamente dietro il bancone della saletta, che subito io e Ernesto ci ritroviamo a parlare con Rob, un signore sulla cinquantina sorpreso di questo party, ci chiede cosa ci facciamo lì di preciso. Ma in realtà noi non ancora sappiamo cosa ci facciamo qui di preciso, nel frattempo attendiamo che arrivi Donato (che mi aveva messo al corrente del Cryptoparty).
Questo è il terzo evento che si svolge a Londra su di un tema come la criptografia, il precedente si era tenuto nel campus di Google. 
Ci voltiamo e troviamo ovunque videogame, bigliardini, gudget, biciclette e tanto altro; io personalmente faccio fatica a credere che questo sia un posto di lavoro, eppure lo svago qui è considerato un momento importantissimo per l'attività produttiva dell'azienda. La maggior parte degli iscritti giunti alla serata sono giovani sulla trentina, e li troviamo raggruppati in quattro tavoli, ed altri al bancone del bar a parlare, chi scherzando chi con il viso più serio. Nel tavolo vicino l'ingresso noto ragazzi che discutono del progetto Tor Project, un software importantissimo per la privacy nel web.
Verso le 22:00 l'organizzatore, che ha in dosso una t-shirt nera con la scritta: "hack youtube", ci comunica di bivaccarci, prendere le birre e qualcosa da mangiare perché stanno per iniziare i talks.
Il primo a presentare una discussione è un ragazzo, di cui non ricordo il nome, che spiega ai pochi presenti rimasti, le problematiche e le tecniche nei sistemi SSL (Secure Sockets Layer), protocolli criptografici che permettono di non far intercettare le proprie corrispondenze, in cui ha mostrato immagini relative i problemi dovuti dalla casella di posta meno sicura in circolazione: Gmail.
Il secondo a prendere la parola è un signore sulla quaratina che ha invece spiegato le intercettazioni che avvengono "al contrario" da parte degli hacktivist nei confronti delle forze governative, come la CIA e il Dipartimento di Sicurezza degli Stati Uniti, fornendo alcuni esempi, come quello di un generale dell'esercito, di alcune foto compromettenti, ed altre infromazioni riservate che gli sono state sottratte al fine di rendere noto l'abuso di potere e un uso improprio del web per scopi che vanno oltre la carica che ricopre.
Verso le 23:00 viene spiegato cos'è un CryptoParty, dove è nato, come funziona, i luoghi in cui si tengono in tutto il mondo e soprattutto il perchè. Prima di concludere l'organizzatore dell'evento ricorda che è possibile scaricare dal sito il libro in modo del tutto gratuito, che racconta la storia del CryptoParty, dunque dell'evoluzione della cripotgrafia nel web, delle nuove forme di collaborazione che esistono in rete tra gli hackers di tutto il mondo per garantire la sicurezza degli utenti, fornendo sitemi in cui la privicy delle persone non viene violata costantemente.

The CryptoParty Handbook
: http://weise7.org/tmp/cryptobook-v1.1.pdf


Torno a casa ancora una volta incredulo di quello che ho appena vissuto. Mozilla, una grande azienda permette a dei giovani ragazzi che non fanno parte del loro team di occupare liberamente per una serata un'intera area, con lo scopo di far aggregare e far conoscere un tema importante come la cripografia in rete. Unico controllore della serata un ragazzo sui venticinque anni, che mi ha detto di essere un volontario per il Mozilla Spaces da Aprile, anche perché questa sede è stata aperta soltanto da Marzo 2012. E pensare che ero combattutto se andare ad una serata organizzata da Creative Commons per il  suo decennale. Questo mi spinge di nuovo a pensare a Rob (il signore cinquantenne), che ci ha chiesto se in Italia c'è mai stato un CryptoParty, io pur non sapendo nulla ho risposto di no, con una faccia del tipo: "ma ti pare?", lui ha sorriso e gli avrei voluto dire: "che ti sorridi?". 
Ora controllando su internet ho la conferma che il CryptoParty si è tenuto e si terrà un po' ovunque eccetto che in Italia, una nazione martoriata dalle intercettazioni, Rob accenna anche a Berlusconi e... Ciao Rob è stato bello conoscerti.

lunedì 19 novembre 2012

Brian Eno: l'innovatore che coinvolge l'ascoltatore

Ieri, sabato 17 novembre 2012 ho cercato di comprendere l'iniziativa interattiva di Brian Eno per il lancio del suo nuovo album dal titolo "LUX". L'esperimento aveva come tema principale: "DAY OF LIGHT" ad ogni persona era concesso di caricare un'immagine su questo sito, dove una volta approvata sarebbe passata in streaming con il sottofondo musicale LUX.
Da quest'iniziativa sono emersi due particolari apparentemente scontati, la prima riguarda l'assoluta bellezza del web, che se sfruttato in modo intelligente può rivlelasi come prima cosa un strumento promozionale eccezionale, come seconda, un luogo dove sperimentare soluzioni innovative d'interazioni tra l'artista e il suo pubblico. Brian Eno è riuscito a stimolare la mia vena creativa, in cui ho cercato di scattare una foto in un pomeriggio abbastanza vuoto. La senzazione che ho provato nel partecipare a quest'evento digitale credo che si sia incentrata tutta sulla casualità. Senza rifletterci più di tanto ho preso il telefonino ed ho scattato una foto, senza la benché minima riflessione sul fatto che odio fare fotografie, l'ho scattata e basta, poi caricata e dopo pochi secondo ho ricevuto un e-mail che diceva: "Congratulations, your image has been selected by Brian Eno and his team as one of the featured images on the LUX - Day Of Light website. It will appear on the large main photo display and within the live streamed video on http://lux.brian-eno.net shortly after the time this email was sent to you. If you miss the image on the live stream, it also lives within the 'View Submissions' tab, complete with a special red dot to signify that it was featured by us. Thank you for your contribution - please spread the word. http://lux.brian-eno.net".


La mia immaigine per pochi secondi è stata trasmessa in streaming con sottofondo musicale di Brian Eno. Soltanto dopo pochi minuti mi sono reso conto della straordinarietà dell'accaduto. La tecnologia ci permette di fare oggi cose che tornando con la mente a dieci anni fa sembravano irrealizzabili, ma che oggi vengono fatte con natuaralezza, come se fosse normale che in pochi secondi sia riuscito in un'impresa così incredibile. Non riguarda soltanto l'aspetto tecnologico, ma più che altro l'apertura mentale di chi vede il web come un potente strumento di partecipazione planetaria.
Anche se LUX non è il miglior album musicale di Brian Eno, soltanto il fatto che per pochi istanti un suo brano ha avuto una connessione diretta con una mia realizzazione mi ha procurato un piacere particolare che ora riascoltando l'album non posso far a meno di godere delle sue note d'incanto.


lunedì 12 novembre 2012

#MozFest London - Report: Tre giorni intensi al Mozilla Festival 2012




Sono a Londra da più di un mese e in così poco tempo posso confermare con i fatti chi mi metteva in guardia su questa splendida realtà, dove la quantità e qualità degli eventi è alquanto disarmante. Il primo legame con il Mozilla Festival 2012 ha inizio con il tweet che vedete nell'immagine in alto, prima di pranzare a casa mia insieme a Francesco. Data la vicinanza con l'evento a una sola fermata di metro, dopo aver digerito il pranzo ci siamo diretti al Rovensbourne e scopriamo che l'evento è a pagamento, per cui, Francesco decide di non entrare, non essendo il suo campo d'interesse, mentre io non esito ad iscrivermi ed entrare. 


La Ravensbourne è una struttura davvero affascinante, situata a pochi passi dall'02 Arena, all'interno ospita un'università con corsi in digital media e design, tanto per fare un esempio altisonante: questo posto è stato frequentato da David Bowie. Soltanto questo mi basta per sentirmi su di giri. Detto ciò, vi riporto per iscritto e in modo fedele tutto ciò che mi è accaduto durante questi tre giorni fantastici passati a curiosare nel mondo dei geni informatici provenienti da tutto il mondo. Il racconto che segue è stato scritto di getto tra una pausa e l'altra, durante le attese o nei momenti vuoti, per cui consideratelo per quello che è: il racconto di un blogger che ha avuto a che fare con la tecnologia che viene sviluppata dal vivo.

Prima giornata (9 novembre 2012)

Alle 18:00 è iniziato il party introduttivo, mi sono diretto subito nel salone principale appena terminata l'iscrizione nell'atrio situato al Piano 0 previo pagamento di 40£ = 60$ che mi ha permesso di ricevere il pass personalizzato del festival valido per tutte le giornate e che da diritto a drinks, aperitivi, colazioni e pranzi. La cosa che colpisce da subito è il dirigibile "Air Mozilla" radiocomandato con webcam incorporata situato nella sala principale. Giusto il tempo di prendere dimestichezza con il Wi-fi del posto e mi rendo conto che l'ambiente che mi circonda è molto ampio e confortevole, con una buona presenza di pubblico che fa su e giù per i tre dei nove piani aperti dell'edificio. Nel secondo piano, in cui mi trovo adesso vengono serviti cocktail e piccoli assaggi che accompagnano la visita delle tante presentazioni, di progetti visualizzati su schermi al plasma collegati dai pc degli espositori. Vengo colpito subito da un ragazzino che in una tavola di vetro permette di creare frasi con pezzi di cartone da incastrare come puzzle; le frasi create vengono catturate attraverso il QrCode presente dietro le singole parole, così che nel web si creano i movimenti del gioco online che consiste in una volpe in un labirinto.


Al terzo piano d'interessante ho trovato una ragazza che permette di suonare le banane con il computer, del progetto {CodeClub}, oppure un gruppo di giapponesi che permettono attraverso un pc di creare dei cocktail da bere. 
Il team di Mozilla si riconosce perché a farne parte sono coloro che indossano un camice come a specificare che sono dei veri scienziati, mentre gli altri membri dell'organizzazione hanno chi una maglia blu e chi rossa con il simbolo di "Mozilla Webmaker", ne sono tanti e quasi tutti disponibili e sorridenti. Dopo aver esplorato tutto l'edificio mi siedo per la prima volta nell'area dei media, situata nel secondo piano vicino al bar e cerco di studiarmi il programma approfittando di questo momento anche per iscrivermi a Lanyrd, un social network appositamente creato per le conferenze.


Seconda giornata (10 novembre 2012)

Oggi è sabato e sta piovendo. Arrivo in ritardo, alle 10:30 e trovo già attive moltissime aree, dal primo al nono piano con laboratori creativi e conferenze, il tutto gestito in modo libero da giovani studenti, ricercatori, developers, hackers che ruotano attorno al mondo di Mozilla o che hanno altri tipi di collegamenti con ciò che Mozilla ha permesso e permette tutt'ora di realizzare.

Okey, dopo aver perso il conto dei piani, mi ritrovo diciamo al penultimo, tipo l'ottavo in cui ci sono le aree Hackable Games, mi sono appena seduto a una "lezione" di un giovane che sta mostrando le sue tecniche di html per lo sviluppo del suo progetto. Arrivo al nono piano dopo una pausa caffè + banana (ci sono: frutta, bottigliette d'acqua e caramelle ovunque mi giri), risalendo però con l'ascensore nei laboratori e conferenze su Open Knowledge Foundation ed altri del Source Code For Journalism. Dalle finestre tondeggianti, da qui in alto si vede molto bene la funivia che attraversa la parte est sul Tamigi. Quest'area è suddivisa in due laboratori, sono le 12:00 in punto e mi accorgo solo ora che il Festival è pieno di spettatori ed addetti ai lavori, diciamo di esperti. Nel mio piccolo mi sento un timido spettatore, quindi  mi siedo in disparte a una lezione di HTML for Journalism, dopo pochi minuti Erika Owens mi viene a chiedere se ho bisogno di informazioni. Nel frattempo che non ci sto capendo niente twitto un po' di roba con l'hashtag #mozfest e ritrovo su Twitter molte delle persone che ho incrociato con lo sguardo salendo le scale. Decido che forse è arrivato il momento di chiedere aiuto, viene in mio soccorso Nicola Hughes (giornalista del Guardian), mi illustra Mozilla Thimble; mentre cerca di spiegarmi come modificare l'Html mi chiede se il mio è un mac italiano, perché non riesce a trovare il tasto slash, al momento faccio difficoltà anch'io, poi dopo alcuni secondi lo trovo, è il tasto 7 (ridiamo).  

Mi dirigo verso "Visualizing the Viral Impact of Creative Commons", ascolto per pochi minuti, mi annoio e scendo giù. Devo attendere un'oretta prima che inizi la conferenza di Internet Archive, forse la più che mi interessa dato che utilizzo il portale per la mia Netlabel. Inizia alle 14:00 nell'area sottostante chiamata: #popcornjs (dove all'ingresso è posizionata una macchina per fare popcorn). Decido che forse è il caso di pranzare, ma dal primo piano vedo che c'è una fila lunghissima per cui sono indeciso se scendere. Sono le 13:30 e credo di non farcela, ma opto per mettere qualcosa sotto i denti. Mentre faccio la fila ne approfitto per prendere la sacca rossa gratuita del festival, che contiene una bottiglietta d'acqua, la rivista Time Out London, una tartarughina giocattolo.

La cucina del Mozilla Festival è davvero squisita, i pasti sono self service ed hanno una buonissima scelta anche per vegetariani e vegani, io opto per cous cous, tortilla di patate, come contorno insalata e da bere spremuta d'arancia. Mentre sto mangiando si siede un ragazzo che si presenta immediatamente, lui è un ingegnere di Berlino, venuto appositamente per il festival. Termino in perfetto orario, alle 14:00 sono su a seguire la conferenza. Dopo circa una mezz'ora dall'introduzione, siamo stati suddivisi in classi, io sono rientrato in quella "tecnica" per via dell'uso di Internet Archive per Yo! Netlabel. 
Durante la fase di sviluppo di un'idea nuova, ho chiesto assistenza per l'upload della nuova release di "Yo!" (che dovrebbe uscire a giorni e che vi "linkerò" appena pronta). Una cosa che non mi sarei mai aspettato era di preparare quest'uscita insieme ai membri di Internet Archive, forse perché ha sede negli Stati Uniti o forse perché rientrano nella categoria: "I misteri della vita". Ancora più assurdo è il fatto che li ho citati nella mia tesi di laurea che ho discusso l'estate scorsa. Dunque, a parte questo particolare, ho praticamente rilasciato il nuovo Ep di Nye, giovane musicista americano durante il Mozilla Festival, penso sia una cosa fantastica. Sono passate due ore, volatilizzatesi e ho come la sensazione che potrei anche fermarmi qui e tornare a casa, ma in modo del tutto assoluto vorrei che queste ore non finissero mai. Fare parte di un team di geni informatici mi ha proiettato in una dimensione incredibile, fatta di menti fresche, al passo con i tempi e totalmente competenti nel settore di cui fanno parte. In questo mi sento un felice ignorante, che osserva come se stesse nel paese dei balocchi. Mi guardo attorno, neanche la lingua è più un problema, sento parlare velocemente tutti quanti in americano, stento a capire ciò che mi sta succedendo dato che pochi mesi fa ero in un piccolo paesino abruzzese a girarmi i pollici.
Torno con i piedi per terra, sono le 17:00 ed è ora di andare ad esplorare nuove dimensioni. Dò uno sguardo al programma e vorrei sdoppiarmi in cinque persone per seguire contemporaneamente più conferenze. Mi aggiro con la consapevolezza che qualsiasi cosa avrò modo di fare potrebbe cambiare la mia vita. Decido di andare nel salone principale dove ci sarà una conferenza aperta ad ogni settore…

Forse la cosa più bella, inaspettata che mi sia capitata in questo Festival è stata una situazione in cui mi sono trovato poco fa e che non ha nulla a che fare con la tecnologia, ma è assolutamente tra le cose più sofisticate che la vita ci ha dato in dotazione [da non fraintendere, parlo con te, sai chi sei]. Ma questo ve lo racconterò in un altro momento. Al termine della giornata non poteva mancare però un piccolo inconveniente. In serata c'era un Party su una barca che aveva vari passaggi al molo per prelevare i partecipanti del Festival, ma ho perso l'ultima fermata perché sono arrivato in ritardo all'appuntamento. Sigh!

Terza giornata (11 novembre 2012)

Arrivo alle 11:00 alla terza giornata di Festival; mi fermo subito a prendere un caffè espresso che devo ammettere era tremendo, in compenso ho assaggiato delle tortine salate con i fagioli davvero buoni. Così è iniziata la mia ultima giornata nella Ravensbourne. In questo momento sto scrivendo dall'area Media Tent. Mi studio il programma e credo che mi seguirò nella Zona 703 la conferenza dal titolo: "Build an Augmented Reality learning tool with CodeCards". 


La foto (scattata da un'addetta dell'area) mostra me alle prese di un progetto con i due organizzatori del laboratorio e membri di DECODED (Alasdair Blackwell e Joe Dytrych) insieme agli altri partecipanti abbiamo cercato di proporre un'idea a turno sul progetto, con il mio inglese da prima elementare ho cercato di indirizzare gli altri verso la musica, dato che il gioco che stavamo analizzando non aveva l'audio. Sul mio post-it c'era scritto: "Music #samples, the complete puzzle is a song". Dai volti è stata giudicata interessante ma per mancanza di tempo il gruppo si è concentrato interamente sull'aspetto tecnico del gioco e della sua scrittura in Javascript.

Vado a pranzare alle 14:05 e non trovo la fila, il self service è scorrevole. Il piatto di oggi è composto da Halloumi con melanzane e zucchine, patate al forno, contorno di cetrioli e pachini, una piccola pagnotta di pane, uno spicchio di torta salata con ricotta dolce e peperoni rossi, da bere l'immancabile spremuta d'arance ed infine come frutta, una banana. Un piatto che ha alimentato la mia grande sete vegetariana (scusatemi per il gioco di parole, mi piace essere naturale).
Alle 14:30 sono già su on line a vedere quale scelta mi attende. È difficile, impiego un paio di minuti poi opto a partecipare nell'Area 903 alla conferenza: "Wisualizing Relationship - Journalistic problems in a digital age".
Dopo aver abbandonato il corso per dedicarmi a qualcosa di meno teorico e più stimolante, scendo a prendermi un "caffè" e torno in area Media Tent che stranamente è poco affollata, in realtà oggi c'è meno gente rispetto a ieri, nei visi degli organizzatori trovo un accenno di stanchezza. Dalla mia postazione vedo chi sta al bar e mi pare di aver incrociato con lo sguardo addirittura Jeremie Zimmermann, un'importante hacktivista francese, (guarda questo video se vuoi sapere di cosa si occupa). Sono tornato nel salone principale dove hanno allestito la sala per la conclusione del festival; sono stati posizionati i tavolini per l'esposizione dei lavori realizzati durante le tre giornate. Dopo essermi preso una birra, mentre osservavo i progetti realizzati nel salone, incontro Jeremie e gli chiedo se è possibile scattagli una foto, lui accetta ad una condizione: solo se può farsi un po' di propaganda.


Stendere delle conclusioni subito dopo aver incontrato un personaggio importante con il quale non avrei mai immaginato d'interloquire, è di una difficoltà unica. Ancor più se costui mi ha riempito le tasche di adesivi simbolo delle sue proteste.

Che cosa si può dire quando si ha a che fare con persone che stanno scrivendo la storia di un mezzo di comunicazione di massa? Niente!

In queste tre giornate totalmente inattese è stato per me tutto un susseguirsi di eventi mai vissuti precedentemente. Un plauso va all'organizzazione, impeccabile in ogni situazione ed ai tanti che hanno reso speciale un evento che non credo dimenticherò tanto facilmente. Come ho scritto appena sono tornato a casa su Twitter: "Sono felice come quando i miei zii mi regalarono per la prima volta un computer alla mia prima ed ultima comunione". Un collegamento appropriato che ripercorre dal punto di partenza verso la mia vita da geek informatico.